La Camosciara è una conca coperta da fitto bosco, “luogo sacro” della fauna protetta.
Km. totali 10 – Dislivello +410m
Ci siamo ritrovati in sei per questo fuori programma che prevedeva una facile escursione alla Camosciara verso le Cascate delle 3 Cannelle e delle Ninfe e successivamente verso il rifugio Belvedere della Liscia.
Data la facile e relativamente breve escursione (pur sempre quasi 10Km tra andata e ritorno) si è deciso di partire con tutta calma per arrivare nei pressi del parcheggio della Camosciara verso le 10:15.
La giornata inizia nel migliore dei modi regalandoci subito l’incontro con un giovane capriolo che nei pressi si San Donato Val Comino ci attraversa la strada saltado davanti la macchina; ma purtroppo non abbiamo tempo di fotografarlo.
Arrivati al parcheggio della Camociara la gradevole giornata con qualche piccola nuvola ci ha offerto uno spettacolo incredibilmente bello, la neve ancora presente sulle vette, gli alberi di faggio intervallati di aveti ed i picchi dei Tre Mortari, del Balzo della Chiesa e di M. Sterpi d’Alto davano l’impressione di trovarsi sulle Dolomiti.
Ma le meraviglie sono appena iniziate: la particolare stagione ed il perdurare della neve ha reso questo posto particolarmete ricco d’acqua creando così numerose cascatelle che ammireremo da diverse posizioni.
Arrivati al piazzale della Camosciara ci dirigiamo prima verso le cascate delle Tre Cannelle e delle Ninfe, dove in una decina di minuti arriviamo al ponticello che “attraversa” la prima cascata ed in un altro paio di minuti arriviato al termine del sentierino che porta alla cascata delle Ninfe; facciamo le foto di rito e torniamo al piazzale per iniziare la vera escursione, quella che porta al rifugio di Belvedere della Liscia.
Il percorso che sale non è difficile, una media pendenza ma un sentiero agevole all’interno di un bosco di faggi ed abeti.
Un paio di tornanti ed affrontiamo il primo guado di un copioso rivolo d’acqua, ma altri rivoli sono tutt’intorno a noi, dovunque giri lo sguardo.
Continuiamo a salire scambiando quattro chiacchiere in allegria ma spesso bisogna tacere perchè distratti dalla bellezza del luogo e da qualche sorpresa che ci attende.
A circa metà persorso di troviamo a mezza costa al di sopra di alcuni salti d’acqua che creano delle piscine tra i massi sospesi nel vuoto e mentre ammiriamo tale spettacolo ci accorgiamo di essere sopra del fogliamo alquanto strano, fa uno strano rumore, come uno scricchiolio… è una lingua di ghiaccio coperta da uno strato di fogliame che scende fino all’orrido sottostante, e noi la stiamo attraversando.
In poco tempo arriviamo al cospetto della sorgente della Liscia, dove ci fermeremo a mangiare ma solo dopo aver raggiungo il rifugio (chiuso!) ed aver fatto la classica foto di gruppo.
Sostiamo una trentina di minuti scambiandoci le vivande e riprendiamo il cammino per lo stesso tragitto d’andata.
Sulla strada di rientro un’altra piacevolissima sorpresa, un puledrino vuole fare amicizia e noi approfittiamo per giocare un po con lui… mi dispiace non aver avuto nulla per registrare il suo nitrito quando siamo andati via, sembrava la voce di un bambino che chiedeva di non andare via.
Arrivati al parcheggio e paghi della bellissima giornata trascorsa insieme a bellissime persone in un posto bellissimo ripartiamo alla volta di casa, non senza però fermarci prima al bar per la condivisione di rito che chiude sempre le nostre escursioni… e qui abbiamo riso tantissimo davanti ad un tazza di caffè ed agli aneddoti che ognuno di noi raccontava.