Escursione verso la cima maggiore degli Aurunci
Km. totali 8 – Dislivello +750m
Dopo il primo assaggio degli Aurunci di domenica 30 marzo, sulla cresta del monte Revole, Atargatis ha puntato direttamente al tetto della catena montuosa: due gruppi, con partenze da punti diversi a seconda dell’abilità, delle attitudini e della volontà, si sono poi ritrovati proprio sulla vetta.
Partendo da oltre Spigno Saturnia Superiore, le due comitive hanno attraversato i vari ambienti che conducono alla cima di monte Petrella.
Molti erano coloro che per la prima volta hanno ammirato la bellezza della faggeta, ancorché tuttora priva di foglie, che quasi racchiude la Valle di Spigno, dopo la sella di Strampaduro.
Le fioriture che abbiamo incontrato lungo il cammino erano rare e delicate, ma bellissime, in particolar modo un prato di crochi che si faceva spazio nel bosco.
Formazioni carsiche fenomenali hanno meravigliato i neofiti come anche coloro che le conoscevano già, fino a giungere ad una delle vere e proprie perle di questa massiccio montuoso: la grande dolina di Fossa Joanna, in parte coperta di neve, e racchiusa come al solito da un alone fatato di mistero e di pace.
L’ultima parte del percorso, totalmente in cresta, ci ha riservato un’altra sorpresa, stavolta in negativo: un fitto manto di nubi ci impediva infatti di ammirare il magnifico panorama di cui si può godere nelle giornate soleggiate. Nessuno però è rimasto deluso dall’escursione, anzi. Anche questa particolare situazione meteorologica ha contribuito a rendere unica quest’esperienza.
Per l’occasione, ad Atargatis si sono uniti il CAI della sezione di Alatri ed alcuni esponenti della sezione di Roma, a testimonianza della volontà del nostro sodalizio di attivarsi fattivamente per fare della condivisione delle sue attività e delle sue passioni una delle sue caratteristiche centrali.
Il percorso ha lasciato in tutti noi, a fine giornata, e soprattutto ai meno allenati, una certa stanchezza.
Ma, insieme a questa stanchezza, anche il sapore di una giornata davvero speciale, passata in compagnia di persone diverse l’una dall’altra, ma accomunate soltanto dalla voglia di stare insieme, oltre che dalla passione per la natura e la montagna.
Gli Aurunci a dispetto di quanto possano pensare in molti sono montagne sempre sorprendenti, li dove ti aspetti un carsismo ed un paesaggio brullo si apre improvvisamente una bellissima faggeta, ed appena spazi lo sguardo eccoti apparire una inaspettata pineta, le frasi che mi sono sentito dire spesso durante quest’escursione sono state: “è bello qui, non me l’aspettavo”, “cosa ci fa questa pineta qui”, “immagina cosa deve essere a fine primavera”…
Rimango sempre più meravigliato nello scoprire quanto la montagna riesca ad accomunare le persone, sarà per la stessa passione, sarà per la fatica ma è sorprendente quanto si riesca ad avere una si grande empatia con persone che fino ad un’ora prima non si conoscevano.
Al termine dell’escursione la rituale condivisione dell’esperienza davanti ad un bicchiere di birra (non per tutti!) ha chiuso una giornata divertentissima che è riuscita ad unire tanto le persone quanto il loro spirito che sembrava di essere insieme ad un gruppo di amici di vecchia data (nonostante alcuni fossero insieme per la prima volta). Ringrazio l’Associazione Atargatis, il CAI di Alatri, e gli altri partecipanti del CAI di Saronno e di Roma er averci arricchito ancora.